La bellezza nell’antico Egitto
Tornando a ritroso nel tempo, già nel mondo Egizio si trovano molte similitudini collegate al mondo della bellezza.
Questo popolo fiero e laborioso usando erbe, piante e varie sostanze, riuscirono ha creare unguenti per la pelle, capelli, profumi e trucco.
I profumi, per gli Egizi erano un fondamento primario della loro vita e religione. Partendo dalla pratica estetica, che comprendeva l’unzione della pelle con sostanze grasse e oleose, per proteggerla dalle intemperie e mantenerla morbida, elastica e profumata.
Questi composti venivano realizzati con vari elementi, quello primario era il nocciolo del Balanites, comunemente conosciuto come il dattero del deserto e l’olio, ben estratto, dalla noce della moringa, il cui vantaggio era quello di non far divenire rancida la sostanza.
Per gli unguenti si utilizzavano i grassi animali,in particolare di bue, oca e pecora, usati anche per migliorare l’applicazione del trucco.
Per gli antichi Egizi, il profumo era impalpabile come lo spirito e l’anima, ma anche coinvolgente e comunicativo con l’aldilà, un mondo intuito, cercato e vissuto, il quale rappresentò il mezzo più sublime per comunicare con Rà, il Dio Sole, Amon o Aton.
Ecco spiegato perchè per antichi Egizi, la profumazione era importante e d’uso comune, in quanto sentita come pratica religiosa, tesa a mantenere il corpo in efficenza per garantirgli l’immortalità.
Nei vari reperti archeologici rinvenuti in molteplici scavi, furono ritrovati papiri medici, con molteplici ricette per la cura della pelle. Uno di questi conteneva il miele, il natron rosso (carbonato di soda) e sale marino, i quali venivano miscelati insieme e in seguito spalmati sulla pelle, per renderla perfetta. Un’altro rimedio consisteva nell’unire insieme: polvere di alabrastro, polvere di carbonato di soda, sale marino e miele, per ottenere quello che oggi chiamiamo scrub o peeling.
Anche a quei tempi uno dei problemi più sentiti erano le rughe! I vari rimedi erano indirizzati unicamente alle donne ed erano dei veri e propri trattamenti liftanti per il viso; uno di questi era composto da gomma polverizzata, miscelata con acqua di palude e doveva essere applicata ogni mattino sul viso ben lavato.
I CAPELLI: in Egitto questo elemento era fondamentale, gli uomini li avevano corti e le donne lunghi. La cosa era diversa per i sacerdoti, che dovevano rasarsi completamente in segno di purezza, mentre i giovani li portavano rasati, con un solo ciuffo lungo sul lato destro della testa che arrivava fino alla spalla e lavorato a treccia, che veniva chiamata “treccia della giovinezza”.
Un ciuffo lungo, era anche il simbolo dei principi, fogli dei faraoni, ma anche alcuni sacerdoti portavano una treccia sul cranio rasato.
Alcune pettinature composte da trecce e zone rasate, erano presenti su statuette che venivano chiamate “concubine del morto”, destinate a rallegrare il defunto e propiziarne la fertilità. Complicate pettinature, sono state rinvenute su alcune figurine, le quali sembra dovessero avere una collocazione erotica, ed indicavano le prostitute.
Diversa è la collocazione del trucco, il quale veniva usato sia da donne che da uomini. Per dipingere la zona intorno agli occhi. Veniva usata la malachite, che era un ossido di rame di un color verde chiaro. In seguito fu sostituita con il Khol, che pare fosse una specie di collirio a base di galena, un derivato del piombo il cui colore era nero, usato anche come protezione dal sole, vento e sabbia, ma anche ottimo rimedio cotro l’olftalmie, la galena infatti insieme a miele, grasso e vari minerali costituivano vari rimedi per la cura degli occhi.
Nei vari scavi, sono stati ritrovati anche vari contenitori di creme,unguenti, pettini e spilloni per capelli, amuleti e anche spezie e droghe vegetali, ancora vive nella zona del Nilo. A testimonianza della grande cura che questo popolo aveva per la pelle, capelli e trucco. Vi sono le maschere funerarie, che fanno capire quanto anche dopo la morte fosse ricercata la cura dell’immagine nella loro civiltà.
In chiusura si può dire che l’arte della bellezza, che per secoli ha accompagnato le varie ere, è forse, anzi quasi sicuramente la più antica. Noi oggi ne facciamo solo uso per fare business e non ci rendiamo conto del valore che ci è stato tramandato, per non parlare del valore che ancora oggi, per molte popolazioni, ha “la cura dell’immagine”, sia per motivi religiosi, che estetici, che di casta.
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