Ricerca storica abiti e usanze delle spose

wedding2Duemila anni fa la sposa si copriva il volto con un velo rosso, simbolo di modestia. Con l’avvento del Cristianesimo, il velo divenne il simbolo della dominazione femminile a Dio e al marito. Tutt’oggi le famiglie si tramandano di generazione in generazione, veli molto preziosi, come se fossero tesori di famiglia.

Un’altra tradizione, divertente, che ci viene tramandata da un antica usanza anglosassone, è quella in cui la sposa deve portare con se, il giorno delle matrimonio 5 cose:
- una cosa prestata
- una cosa regalata
- una cosa blu
- una cosa vecchia
- una cosa nuova.

E la dote?

Nel ‘700, per una sposa nobile, erano indispensabili 85 paia di guanti, tra lunghi e corti. Elisabetta di Baviera, quando sposò Francesco Giuseppe d’Austria venne severamente criticata perché aveva ricevuto solo un corredo misero , composto da:

20 dozzine di paia di guanti,

14 dozzine di paia di calze,

113 paia di scarpe.

Oggi la sposa riesce, con grandi sacrifici , a dividere il mutuo con lo sposo, se viene da una famiglia semplice, le ragazze di buona famiglia prima, del matrimonio controllano, da ambo le parti , l’elenco dei possedimenti inclusi i conti bancari, se uno dei due è meno dell’altro, scatta subito la firma per la rinuncia di nulla a pretendere.

A che ora ci si sposa?

matrimonioPer tutto l’ottocento, gli sposi italiani non hanno potuto scegliere l’ora in cui sposarsi, le nozze religiose si celebravano solo ed esclusivamente la sera, in casa della sposa, poi si festeggiava con danze e banchetti.

Cosa farebbero le spose di oggi, che alcune ci metto un anno e più per organizzare il loro giorno speciale, disposte a spostare ancora la data, se non ottiene la chiesa che desidera?

L’usanza di celebrare il matrimonio di mattina è dei francesi. Negli anni ‘20 venne la moda di sposarsi alle due pomeridiane. La fascia oraria compresa fra le undici del mattino e mezzogiorno e mezzo è preferita dai reali di tutto il mondo. Oggi non ci sono più regole, ci si sposa a qualsiasi ora, infatti alcuni matrimonio si celebrano alle 10,30, altri negli orari pomeridiani tra le 16,30 e le 18,00.

LISTA DI NOZZE O LISTA DEI REGALI
Fare la lista di nozze, in alcuni negozi scelti dagli sposi,è un’idea americana. anche in Italia ed in altri paesi europei è abbastanza affermata, per la sua praticità e solitamente dettata dal buon gusto che gli sposi stessi hanno nella scelta, evitando di ricevere doppioni o regali sgraditi e aiuta chi dona a scegliere. In alcune regioni d’Italia si usa ancora esporre in casa della sposa, sia i regali ricevuti, che il biglietto da visita del donatore, un’abitudine poco e3legante, perchè mette a confronto persone con disponibilità economiche diverse.

LE BOMBONIERE

IL termine bomboniere viene dal francese : bon, bon, piccolo dolce, che risale alla fine del ‘500 ed erano dei veri capolavori artistici in miniatura: d’oro, di pietra dura, di cristallo e di smalto. Anche il loro contenuto, piccoli dolci, appunto, era prezioso, perché lo zucchero costava tantissimo: veniva importato dalle “indie”, appena scoperte. I( meno ricchi invece usavano dare agli invitati un sacchetto di carta traforata o di stoffa con dentro i dolcetti, come portafortuna.

Oggi, si spendono veri patrimoni per scegliere oggetti di valore, che vengono distribuiti prima delle nozze a secondo dell’importanza della persona che la riceve, ma anche per coloro che spendono tanto per scegliere quello che c’è di meglio, alla fine vengono criticati e se così non è… pochi giorni dopo il matrimonio vengono o riciclati o regalati al primo venuto. Ma vale veramente fare tutto questo?

PERCHE’ SI TIRA IL RISO AGLI SPOSI?

Secondo un’antica leggenda cinese, il Genio Buono, nel vedere i contadini soffrire perché colpiti da una grave carestia, si impietosì e sacrificò tutti i suoi denti, disperdendoli in una palude. Dopo un pò di tempo l’acqua li trasformò in semi da cui germogliavano poco dopo migliaia di piantine di riso: da quel giorno quindi, dove c’è riso c’è abbondanza e il lancio dello stesso sugli sposi è dunque simbolo di amore e di prosperità.

HOTEL PER TRASCORRE LA LUNA DI MIELE

In Giappone, nel centro balneare di Atami, è stato inaugurato un immenso avveniristico albergo che ospita in particolare, sposini novelli.

La caratteristica di questo moderno albergo, è che tutti i piani ruotano su se stessi in modo che da ciascuna camera in ogni ora si possa ammirare il mare per circa mezz’ora.

La domanda che sorge spontanea è: tra un giro e l’altro, quando le ruote si fermano e viene presentato il conto, la testa continuerà a girare?

CURIOSITA’

-Nel 1957 il poeta e drammaturgo inglese Eliot sposò la propria segretaria che era più giovane di lui di 38 anni. Al matrimonio parteciparono solo pochi parenti, visto che si svolse alle 0re 06,15 del mattino. Forse l’ostacolo non era l’orario era… un modo per evitare i fantomatici regali, dimostrando il proprio disappunto ad una unione dove vi erano tutti quegli anni di differenza.

- Nelle isole Maldive una coppia può divorziare e poi risposare lo stesso partner per ben tre volte. La quarta volta, se i divorziati desiderano ancora riunirsi, la donna dovrà prima contrarre il matrimonio con un’altro uomo. Se anche dopo questa esperienza insisterà nel volersi riunire al primo marito, ciò vorrà dire che ha riconosciuto l’importanza del suo legame iniziale, ed ha capito di essere stata troppo esigente con il primo marito, dal momento che neanche con il secondo andava d’accordo.

Mi domando: ma il primo marito, dopo la prima… passi, ma ricaderci altre tre volte… non è stupido?
- Nello stato del Massachusetts baci sono l’equivalente di una promessa di … matrimonio!

Pensate la delusione della donna, se all’ottavo l’uomo … rinuncia. Strane usanze!

- Nel Michigan, se una donna abbandona il marito, lui ha il diritto di proibirle di portar via dalla loro casa qualsiasi indumento.

- Negli Stati Uniti, per molti il matrimonio è sentito ancora di più che da noi, sono organizzate feste gigantesche, ricevimenti particolarmente strani e curiosi. Ma chi non piò permetterselo, si sposa senza festeggiare con un iter burocratico molto semplice.

Dal mio punto di vista, questi ultimi sono i più intelligenti, visto che riescono a non spendere tanti soldi per sfamare gente che tanto non apprezza, ciò che gli viene offerto.
- Ancora più semplice è sposarsi a Las Vegas dove con circa 100 dollari ci si sposa in pochi minuti.

Pensate se tutto questo fosse possibile anche da noi? I trenta quarantamila euro che si spendono per organizzare un matrimonio, circa, per un solo giorno e al termine … c’è pure chi critica!

- In Normandia, nella città di Alecon hanno inventato per il matrimonio oltre alla solita cerimonia con fiori, banchetto, foto ecc., anche la diretta sul web. Il servizio è gratuito basta fare domanda al comune e il gioco è fatto. Moltissime le coppie che ne fanno richiesta, così anche gli amici lontani, non presenti alla cerimonia, potranno godersi lo spettacolo via internet.

Anche questa idea non è male, un filmino, lo si scarica sul web e… se sono amici … i regali arriveranno!
- I matrimoni lampo per eccellenza sono considerati quelli celebrati in alcune zone degli Stati Uniti d’America. A Las Vegas, per esempio, ci si sposa in qualsiasi momento in meno di un minuto e per pochi dollari, ma in America ci sono anche gli Amish, gente seria, che non scherza. In primo luogo si sposano solo in novembre e dicembre, quando i lavori agricoli sono fermi così non si spreca tempo utile, mai di sabato o di domenica che sono sacri. Cerimonia semplicissima, senza fedi, con la sposa in blu o violetto, senza velo , il ve3stito se lo è cucito da sola e lo indosserà in seguito per recarsi alla messa domenicale. Regali? piatti e stoviglie per lei, arnesi di lavoro per lui.

- A New Orleans sono un po più briosi, cerimonia allegra: musiche e danze e due torte nuziale: una solo per lo sposo e la forma deve richiamare la sua professione, l’altra dalla forma più tradizionale per la sposa. Tradizionale si, ma con 10 nastri che pendono e che infilandosi nella torta nascondono 10 oggetti. La sposa invita le amiche nubili a scegliere e tirare il nastro, l’oggetto che lo seguirà consentirà di scoprire cosa riserva loro il futuro. Chi si ritrova tra le mani due anelli si sposerà, chi trova un ditale resterà zitella! Si spera che la previsione infausta duri solo fino al prossimo matrimonio e alla prossima torta con… sorpresa.

Almeno con questo sistema il bouquet è salvo!

- Si può affermare che i matrimoni Americani hanno tantissime tradizioni quanto quelli europei. Una figura di rilievo, nei matrimoni Americani è quella della damigella d’onore. Queste possono essere più di una e di solito sono amiche della sposa. I loro abiti devono essere molto eleganti e tutti uguali tra loro, o perlomeno simili, anche se la tradizione li vuole identici, devono, in qualche modo, richiamare qualcosa dell’abito della sposa, oppure il colore-tema scelto per la cerimonia. E’ la stessa sposa che sceglierà gli abiti insieme alle sue amiche, ed il conto sarà sempre a carico della sposa. Il compito della damigella è quello di precedere, l’entrata della sposa in chiesa, con tanto di bouquet e spesso funge anche da sua testimone .

Questo più che un matrimonio, per quanto bello, lo vedo ancora più dispendioso.

- Sempre in America, accade spesso che gli sposi restino a festeggiare con amici e parenti fino alla fine del ricevimento. Infatti, gli sposi partono per il viaggio di nozze a metà del ricevimento. Ci penseranno i rispettivi genitori e parenti ad intrattenere gli ospiti e a consegnare, se sono previste, le bomboniere. Un’altra usanza tipica Americana, ma praticata anche nei paesi anglosassoni, per quanto concerne l’organizzazione e il ricevimento, consiste nell’organizzare il matrimonio e il ricevimento nella casa di uno dei due sposi, se possibile nel giardino, avvalendosi di catering altamente specializzati e montando gazebi e tendostrutture, che creano un’atmosfera magica.

Ma poi chi mette in ordine e come sarà ridotto il giardino?

- Sempre in America, inoltre vi è l’usanza, nelle famiglie benestanti, di avvalersi della competenza e della professionalità di Wedding Planner per organizzare sia il matrimonio che il ricevimento. Ultimamente3 questa tendenza sta prendendo piede anche in Italia. infatti sono molte le usanze matrimoniali di questa nazione e comunque straniere che stanno venendo adottate anche da noi. Tutto per riuscire ad avere un matrimonio all’insegna della classe e dell’eleganza, ma anche dotato di una punta di originalità.

- IL giorno del si da sempre è considerato il giorno più bello, specialmente per la sposa, il rituale del matrimoni non dura solo un giorno, perché i preparativi, richiedono molto tempo, a cominciare dalla lista degli ospiti, al catering, alla scelta degli anelli, della chiesa o luogo dove fare la cerimonia, i fiori per arrivare al giorno più bello, la scelta dell’abito.

Dall’antichità ai giorni nostri, l’abito nuziale continua ad essere un potente e magico simbolo d’amore.

- Cenni storici dell’abito da sposa: la storia di , questo particolare abito o veste nunziale, è una storia fatta di riti, sia civili che religiosi, di gesti e formalità da compiere, il velo, il colore come simbolo la moda e chi l’ha ispirata.

testimonianze archeologiche dell’antico Egitto, come i geroglifici e le pitture murali, forniscono informazioni sulla vita quotidiana, e anche sugli usi e costumi matrimoniali.

La sposa egizia indossava una tunica di un sottile strato di lino finissimo, trasparente, spesso plissettato, con acconciature o parrucche dai vari ornamenti, con bende dorate, fermagli, cerchi d’oro, fiori.

Greci e Romani investivano di significati simbolici ogni avvenimento e persino ogni tipo di abito: la tunica dei romani è la veste della sposa ed è di colore bianco, simbolo della sua verginità, fermata da un nodo di Ercole che doveva essere sciolto soltanto dallo sposo.

Altro accessorio importante era il velo, non a caso chiamato nubere, che significa velare per sposare, veniva tolto il giorno dopo la consumazione del matrimonio ed era di colore giallo zafferano, colore che simboleggiava il fuoco di Vesta, la dea che proteggeva il focolare domestico.

I capelli, che vengono pettinati con sei trecce in onore delle sei vergini vestali, si posava una corona di gigli, simbolo della purezza, di rosmarino, simbolo di virilità maschile, di mirto, che significa lunga vita.

Nel medioevo, a partire dal X-XI secolo, riconoscendo nel matrimonio l’alto significato, la chiesa lo trasformò in una cerimonia religiosa, consolidando la sua autorità su questa istituzione, e bandì le cerimonie civili. Grandi feste nuziali, con tornei e banchetti, univano famiglie reali e nobili, riservando grande ricercatezza negli abiti dai tessuti più pregiati, quali sete, velluti e broccati, vesti ricamate con gioielli e pellicce di ermellino. L’abito nuziale non doveva conformarsi a regole precise, si dava per scontato che la sposa avrebbe indossato il più bello che la famiglia poteva permettersi.

Storicamente in quasi tutte le società il rituale del matrimonio è quello di abbellire la sposa. L’uso dello srascico, o coda, appare nel XVI secolo, dove l’abito nuziale tradizionale era la cotta con lo strascico ed è rimasto uno degli elementi essenziali e classici per gran parte degli abiti nuziali di oggi.

L’immaginario femminile era la fanciulla vestita di bianco, dall’innocenza immacolata , pura nell’anima, che per la virtù del vero amore andava sposa al suo eroico cavaliere. Il primo abito da sposa documentato è quello della principessa Filippa, figlia di Enrici IV d’Inghilterra, che andando sposa nel 1406 a Enk di Danimarca indossava una tunica e un mantello di seta bordati di pelliccia di vaio e di ermellino.

Il matrimonio elisabettiano è all’origine di molte delle usanze dei nostri giorni. le cerimonie nuziali erano spettacoli meravigliosi, le spose indossavano abiti da favola, quasi sempre di colore bianco, ed erano seguite da cortei festosi. Dopo il giuramento e lo scambio degli anelli, i fiori e i nodi d’amore, sciolti dallo sposo, i matrimoni si concludevano con grandi feste, banchetti, torte e con la famosa giarrettiera donata dalla damigella insieme all’augurio di un prossimo matrimonio.

Nel XVII secolo, un secolo segnato da profonde lacerazioni religiose, le feste diventano più intime. i soldi vengono investiti per il corredo e la dote, l’abito più bello, quasi sempre usato, veniva usato anche dopo il matrimonio. dopo la rivoluzione Francese , i vestiti cambiano, diventano semplici tuniche quasi trasparenti, come ai tempi degli egizi e dei greci, di solo colore bianco, ad imitazione delle colonne greche dei famosi templi, a vita alta: è lo stile impero, lanciato da Giuseppina, moglie di Napoleone Bonaparte. Veli e pizzi venivano portati dietro alla testa e fissati da diademi e coroncine, in omaggio alla dea Venere, stile neo-classico, ancora una volta è il colore bianco il prediletto, come simbolo di purezza. Trasparente, a volte inumidito, audace, il vestito viene indossato senza corsetti ne altro.

Il velo. l’usanza si proteggere la testa della sposa con un velo è molto antica. anche il velo, però subì vicende alterne. Durante il medioevo era un comune ornamento ed era inopportuno portarlo il giorno delle nozze. la sposa portava i capelli lunghi sciolti, con una coroncina di fiori come simbolo di virtù, un anello come pegno di promessa ed una spilla, simbolo di castità e purezza.

Il velo non riappare più fino al XIX secolo quando nessuna sposa andava a nozze senza velo e pizzo nell’abito nuziale. Di origine antichissima, il pizzo è stato per secoli eseguito a mano con le tecniche a tombolo o ad ago con fili di seta e lino; alcuni erano così sottili che la ricamatrice li trovava solo al tatto. Il pizzo conobbe un grande sviluppo nel rinascimento e nei secoli i suoi costi erano altissimi, venivano venduti a peso d’oro.

la donna ideale di un uomo era modesta, femminile, dolce e completamente dipendente dall’uomo, l’abito nuziale era il simbolo di tutto questo.

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